Io ho due libri, di Seymour, editi da Mondadori ma ora fuori stampa (ed è davvero un peccato perchè sono bellissimi ed utili, nei testi, nelle illustrazioni), sono dei miei genitori. Seymour è un gentiluomo inglese che
si potrebbe dire un fissato del passato, lo direbbero i più cinici ovviamente, coloro che prendono a piene mani dal progresso tutto ciò che gli serve ed anche ciò che non gli serve abusandone. JS però nel solco della nuova moda per il risparmio energetico (perchè in italia a latere dei veri seri problemi sulla questione ambientale, è diventata ed è sempre stata una moda), ma anche di una più seria e profonda consapevolezza ecologica ed ambientale che investe ogni aspetto della nostra vita sociale, economica, urbanistica, architettonica e produttiva, ci sguazzerebbe alla grande. E darebbe ottimi consigli.
Il libro di cui parlavo ieri era quello che vedete nell'immagine qui a fianco, che continua ad essere editato in tutti i paesi del nord tranne che nel nostro. Addirittura oggi cen'è una versione aggiornata(sotto).
Il secondo è il libro che ho è dell'ortofrutteto, forse più a portata di mano di quanti vogliono iniziare a cimentarsi nella coltivazione di frutta e verdura ma non osare verso una completa autosufficienza. Già perchè il libro dell'autosufficienza parla proprio di questo...ti insegna ad essere del tutto autosufficiente dal mercato.
Ieri ho iniziato a leggerlo e man mano che lo leggevo la mia motivazione verso il continuare gli studi cresceva e cresceva ancora. Però si poneva anche un problema anzi due ordini di problemi:
Il primo è ma se io non sono nemmeno capace, e fino ad ora non l'ho dimostrato, di dare i miei esami come programmato, come posso sperare di riuscire a realizzare una vita dura come quella del contadino?
E il secondo, ma una vita di autosufficienza può combinarsi con l'idea di impresa che ho in mente???
Il fatto è che dinnanzi ai problemi la maggiorparte di noi tende a scappare, se può, a rimandarli ad oltranza, è il nostro sport nazionale, ed anche io certe volte mi accorgo che faccio la stessa cosa. Però mi rendo anche conto, perchè non sono idiota ne sprovveduta, che non è che scegliere la via del contadino sia una cosa altrettanto facile, anzi. Insomma, io lo so che a scappare dai problemi non si guadagna un cazzo.
Quindi ieri mentre lo leggevo mi sono detta: Ok leggo questo libro ma, prima finisco i miei studi, mi laureo, mi faccio il master e comunque quando andremo a vivere su alle vigne comunque inizio a sperimentare quanto scritto qui. Tuttavia prima è bene che segua i miei progetti principali.
Non è che io, come ben sapete, associo al progresso ed alla tecnologia i mali di questa società , anzi, perchè la società è fatta di persone non di macchine (approposito ieri ho visto un cantiere di un palazzo costruito tutto con materiali prefabbricati) tuttavia sono consapevole di due cose, nell'ordine.
Il progresso tecnologico non è sinonimo di progresso sociale: tutti siamo abituati a confonderli ma sostanzialmente vorrei chiedervi se politicamente e socialmente c'è stato qualche miglioramento rispetto ai secoli precedenti all'industrialesimo(1800) ed ai secoli della storia antica (Impero Romano e periodo classico in grecia)? Sostanzialmente no. Vi è solo stato un progresso tecnologico che nel giro di due secoli, non essendo supportato da un analogo progresso sociale e politico, ha contribuito soltanto a distruggere e danneggiare quasi globalmente il nostro ecosistema, quasi in maniera irreversibile.
il progresso non deve entrare in conflitto con l'ecosistema ma deve semmai aiutare l'uomo a sfruttare al meglio la natura senza però danneggiare e modificare l'ecosistema.
La mia idea, nel mio piccolo, è quella di creare una residenza quasi del tutto autosufficiente, per quanto riguarda energia e viveri senza però che ciò vada a danneggiare l'ecosistema in cui vivo. Ovviamente.
E i libri di John Seymour vanno in questo solco di ordine di idee.Purtroppo gran parte dei suoi libri sono fuori catalogo
come potete vedere e ciò è davvero un peccato. Io fossi un editore andrei all'estero e comprerei i diritti per
tutti i libri di seymour e li pubblicherei qui in italia. Comunque questo è un buon motivo per studiare l'inglese, perchè la pubblicazione di tutti i suoi libri è utopia.
Sento forte questa esigenza di vivere a contatto con la natura, in stretto contatto, mi piace avere a che fare con la gente, ma non a tutti i costi e se ciò deve accadere deve sottostare alle regole di un rapporto foriero di stimoli a crescere, educazione, onestà e gentilezza. Non un volemose bene, un porgere l'altra guancia, un atteggiamento del buon viso a cattivo gioco e compagnia bella.
Qui in città io non ce la faccio più, sinceramente anche 5 anni di università mi spaventano, mi spaventano perchè appunto devo sottostare ad una vita che io non condivido, e temo che dovrò anche piegarmi ad idee che io non condivido dei professori, perchè viviamo purtroppo in italia e spesso una persona con idee autonome fa paura.
Ad ogni modo è necessario fare tutto ciò, è la gavetta è una scuola di vita, purtroppo ed io non vivo su un isola felice, non sono ancora un eremita, e nell'ordine di voler fare la mia impresa, l'esperienza universitaria mi servirà per imparare a rapportarmi in maniera possibilmente proficua ed intelligente con il prossimo, anche se questo prossimo non mi piace. Tuttavia questo non significa adeguarmi ed accettare compromessi che minino le mie leggi ed i miei principi morali, farò di tutto per combatterli.
Proprio in seno a questa cosa che io sento come una missione, è necessario che io studi proficuamente tutte le materie che mi permetteranno di laurearmi in seno ad una coscienza "ecosostenibile"...
tanto per rallegrare la giornata ecco il nuovo oroscopo di Brezsny fresco fresco di giornata, ed anche bello ed ottimista:
"Questa è una breve sintesi della mitica storia della betulla, tratta dal libro di Philip Carr-Gomm Riti e misteri dei druidi. Un tempo la betulla era chiamata l'albero dei pionieri: era il primo albero a essere piantato in un terreno vergine e dava origine a una nuova foresta. Il suo nome inglese, birch, deriva da una radice indoeuropea che significa "luminoso" o "scintillante". In Britannia le betulle coperte di fiori erano gli alberi di maggio intorno ai quali le gente ballava durante la festa della fertilità chiamata Beltane. Al culmine delle loro cerimonie di iniziazione, gli sciamani siberiani si arrampicavano su una betulla e facevano nove giri intorno al tronco. Nello spirito di queste antiche leggende popolari, Bilancia, nomino la betulla il tuo albero della forza. Stai entrando in una fase di inizi luminosi e di fertilità esuberante."