la parola impossibile non esiste

... se non nel dizionario degli stupidi. (Napoleone Bonaparte)

31/03/2007
perchè?

alle ore 14:29 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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"Guardo quelle braccia conserte sul tavolo, quelle mani dalle dita lunghe e penso a come sarebbe se mi stringessero forte e mi toccassero facendomi sentire sua. guardo quelle labbra e immagino la sensazione di un bacio. Di passione, di attrazione. Di desiderio di ritrovarsi. Immagino la vita con lui, e la trovo densa di novità, di passioni condivise, di scoperta."

Si tratta di una fantasia, poco reale, ma reale è la mia insoddisfazione, la mia noia a fare sempre le stesse cose. Adesso il tigro è sdraiato come sempre sul divano a guardare la TV, e non mi evoca alcuna fantasia. Nessuna sicurezza ma solo tristezza e disperazione. Possibile che aspetti il sabato solo per svaccarsi? Che non abbia alcun interesse oltre al lavoro che lo porti a fare qualcosa? Che veda tutto ciò che per molti è normale come una fatica ed uno sbattimento assurdo? Non dico che pulire la casa sia una cosa divertente, e nemmeno fare ginnastica. Ma queste attività nell'ordine dei propri obiettivi fa cambiare molto la percezione di fatica e di sbattimento.

Adesso faccio le lezioni del master pubblitalia. Ovviamente dopo aver fatto la lavatrice.

Ho intenzione di parlare con il tigro ma non so come, non voglio che si impermalosisca, ma capisca che il problema non è quello che provo per lui, ma quello che nonostante l'amore non riesce più ad evocarmi e che sta pian piano corrodendo l'amore ma soprattutto la fiducia.

Io sono certa che se lui recepisse la cosa in maniera giusta, abbia tutti gli strumenti e la volontà di riprendere la retta via. Di dare un bel giro di vite alla sua quotidianità. Il fatto è che da troppo per scontato molte cose, oltre alle sue qualità ed i suoi difetti, da per scontate cose che non riguardano lui.

Quando dico che non do per scontato niente, quando dico che non mi fido di nessuno, questo non significa solo che effettivamente la mia fiducia è difficile da conquistare, ma anche che posso dare per certo e per scontato solo ciò che deriva direttamente dalle mie azioni e quindi le mie reponsabilità.

Insomma, non mi aspetto che il tigro mi ami e resti sempre con me, è una cosa che non posso pretendere, posso però essere sicura che farò di tutto in mio potere per fare si che consideri una gran cosa rimanere con me.

Lui questo ragionamento non lo fa. E bisogna qui interrogarsi sul perchè, ovvero se è una sua mistificazione oppure dà un valore diverso all'amore e alla convivenza rispetto a quella che do io.

Insomma io non ho tutta sta urgenza di sistemarsi, io sto con lui perchè lo amo non perchè ho bisogno di lui e voglio sentirmi a posto o comunque ho paura della solitudine, se fosse così l'avrei già mollato da mo.

Ma lui perchè mi ama e perchè sta con me? Dare una spiegazione a questo è forse il primo passo per capire un attimo come muoversi.




29/03/2007
Essere architetti oggi, il mio approccio alla questione.

alle ore 12:42 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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Diventare architetti oggi è una sfida molto dura. Il progettare stesso si avvale di competenze che vanno oltre le mere condizioni di stabilità dell'edificio e la sua intrinseca bellezza, l'estetica si basa su nuove scoperte e nuovi parametri.

Insomma un architetto di oggi non può pensare di costruire come costruiva un architetto anche solo 20 anni fa. Nuove istanze del territorio, locale, regionale, statale e globale a livello di marketing e ambientali principalmente premono sulla coscienza dell'architetto che per sua natura non può più accontentasi di rispondere alla semplice esigenza dell'abitare e del proteggere un attività dagli eventi climatici ma anche da sguardi indiscreti.

Perchè il marketing? Cazzo c'entra ora il marketing? Centra centra se quello che andiamo a costruire dovrà avere un riscontro con il pubblico, come può essere un museo, un centro commerciale, qualsiasi cosa abbia una ricettività ampia della popolazione. ma anche un'azienda. Vi siete mai soffermati sui pensieri che vi passano per la testa quando andate a lavorare? O quando andate in un azienda per delle commissioni? O un nuovo colloquio di lavoro?

Se per noi è importantissima l'arredamento della nostra casa, ma anche l'architettura, il sentimento intrinseco che proviamo quando ci avviciniamo a casa dopo aver parcheggiato la macchina, al di la del fatto che in quel palazzo si trovi la nostra casa, il nostro rifugio, è importante. Vi siete mai interrogati so cosa provate quando guardate il vostro palazzo, la vostra casa in generale? Ma l'avete mai osservata la vostra casa? Da fuori intendo.

Io un giorno tornando a casa dal poli mi sono accorta che la mia casa è davvero bellissima. Mi piace proprio il mio palazzo.

Invece per chi abita in uno squallido casermone cosa pensa? Non si sente un pò depresso? Non induce immediatamente pensieri negativi il vedere quelle finestre addossate l'una all'altra che fanno pensare al vicino che non si fa i cazzi suoi e peggio la vulnerabilità che anche nel nostro appartamento proviamo.A loculi cimiteriali dove non importa quanto sei compresso, chi ti sta vicino, perchè tanto sei morto, e sei li per l'eternità.

Analogamente penso che il museo che stiamo a progettare debba avere un impatto di marketing positivo. Che impatto avrà il museo sui cittadini, se il museo eliminerà un parcheggio? Almeno a me il multisala plinius mi ha indisposto non poco grazie al fatto che non abbiano minimamente pensato di fare anche un parcheggio. E non perchè io fruisca del cinema, tanto ci abito vicino, ma per chi va al cinema e per chi abita nel circondario che grazie ai clienti del cinema non sanno più dove cazzo parcheggiare.

Certo oggi i progetti di architettura si scontrano con la disponibilità di adeguati budget. Ma perchè non ribaltare la questione pensando ad un architettura che non indisponga le persone, l'ambiente, la morfologia, che non è solo altro costruito intorno, considerare la città ma anche le persone porca troia. perchè senza persone col cazzo che che esiste la città. Se non ci fossero le persone l'architettura non avrebbe motivazione di esistere.

Perchè se in sto cazzo di museo ci vanno solo gli appassionati è un progetto in passivo. E grande importanza secondo me ha che ci vadano più persone possibili. E che abbia il favore e l'orgoglio dei cittadini, delle persone che ci vivono a fianco.

Per questo non amo gli architetti che fanno un architettura autoreferenziale, che si adeguano ad un clichè come dice l'amico Giulio di Napoli, perchè si sturbano esclusivamente sul concetto di progetto. Su seghe mentali che riguardano esclusivamente il costruito come se avesse vita propria. Invece si tratta di un oggetto statico e soprattutto sterile. Morto. Se non si considera il concetto fondante che ha reso necessario questo oggetto, il concetto stesso dell'architettura.

Architettura+persone+ambiente. Queste devono essere le parole chiave oggi dei progettisti.
Un costruito a misura d'uomo e di ambiente.

L'ecoarchitettura, l'antrop-architettura, come trovare un nome incisivo per questa nuova disciplina?

Troppe volte vedo un atteggiamento ideologico e fazioso che genera solo scontri. L'eco architettura, rispetto per l'ambiente ok, ma l'uomo? L'architettura esiste nella misura in cui esiste l'uomo. Ed ha ragione chi verso questo atteggiamento ambientalista ha dei dubbi. Sorgono spontanei, così come l'architettura esclusivamente legata all'uomo non ha nessun rispetto per l'ambiente, e ne vediamo i risultati oggi.

Allora parliamo di Geo-Architettura. Che racchiude il creato, inteso in tutte le sue sfumature, l'uomo, la natura. Gli animali, il sole, le stelle.





29/03/2007
Non mi sento per niente in colpa

alle ore 11:47 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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Ho sul computer la foto del prof, a parte che a luglio non sarà più il mio prof.

E mi fa un sesso pazzesco. Ma mi fa anche tenerezza. Non ho sensi di colpa verso il tigro perchè questa è un altra cosa. Quello che mi lega al tigro è un amore profondo legato a 6 anni di storia. Una storia per certi versi sofferta, che soffre ancora adesso.

L'unica cosa che mi preoccupa è che un pò penso di piacergli al prof. e che se dopo luglio lo incontro...e ci prova, potrei non dire di no. Questo purtroppo dipende da me ma molto anche dal tigro.

Ora mi metto a lavorare sul museo. Che è meglio.

29/03/2007
L'orgoglio...

alle ore 11:28 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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L'orgoglio è un sentimento piuttosto strano.

sebbene in questo etimo si riferisca a questioni puramente negative, legate alla percezione di se, oggi come oggi mi sento di dire che spesso sia diventata una parola vuota, mistificata, che va a coprire diversi aspetti di vari atteggiamenti.

Si può dire ad una persona di essere un pò più orgogliosa? Si può pensare che in taluni casi l'orgoglio può essere riferito a due aspetti diversi di se?

Secondo me si.
A me addolora vedere il tigro proclamare motti fascisti quando lui per primo non è in grado di assolverli. Vedere come si riempie la bocca di parole come onore, memento audere semper, e compagnia bella. Parlare orgogliosamente della sua famiglia.

A parte la mia opinione sui suoi, scaturita da considerazioni personali ma che nulla hanno a che fare con l'opinione generale che ho di loro ovvero quella di brave persone, ed è questo l'importante, se fossi in lui io mi vergognerei molto a vedere come suo padre che ha oltre 60 anni sbattersi come un dannato per mille cose, tra cui le pulizie di casa, mentre io adduco ogni scusa per non fare un cazzo e spreco i miei week end a cazzeggiare.

Non mi riempirei la bocca di parole come onore, combattere ed aforismi vari se non cerco ogni giorno di metterli in pratica.

Qual'è il suo problema? Non lo so, perchè è pudico anche con se stesso per le sue emozioni, anzi ha moltissimi problemi con le sue emozioni.

Allora qual'è la soluzione? Forse sviluppare un orgoglio altro da quello della famiglia, sviluppare un orgoglio di uomo. Una sua personale interpretazione del suo ruolo in famiglia, ma anche come uomo.

Non basta la laurea, non basta niente di questo, la vera realizzazione non è quella che ti accordano gli altri ma quella che accordi a te stesso.

E' evidente che è diverso questo concetto tra me e il tigro. Ha ancora tanta strada da fare.

29/03/2007
e se mio padre avesse ragione?

alle ore 10:19 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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Mentre aspetto che arrivi la pappa dei gatti, mi interrogo, sul tigro. Ormai non ha più scuse, non può più dire: sono stanco, ho l'esame, la laurea e compagnia bella. Tuttavia, e lo so è prematuro perchè sono passati due giorni, l'andazzo è il solito.

Mio padre dice che ogni lotta è inutile, che non cambierà mai, che sarà solo un freno alla mia vita.

Io penso invece che il tigro possa imparare un nuovo modo di rapportarsi alle cose. Solo che... purtroppo deve volerlo lui. E lui non lo vuole. Almeno per adesso. Sembra così.

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una "cattiva" ragazza, perversa, eretica, illuminista, un vero diavolo...rossonera in tutti i sensi. ATTENZIONE NON POSSO CHATTARE!!!


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