Sono assente da un pò a parte il post sull'economia di casa, e il post su Schopenhauer, questo mese è stato denso, denso di pensieri e riflessioni interiori. Di crisi e di paura. Di stanchezza.
Continue discussioni con il tigro e momenti di pace, momenti in cui mi faccio fregare da risposte oggettivamente logiche ma che eludono il fatto principale. Con la scusa che lavora e che si alza presto la risposta è sempre pronta, sempre li a difenderlo dalle sue responsabilità.
E' tutto il mese che io pulisco casa, lavo i piatti e mi occupo dei gatti. La scusa è che lui è impegnato con la tesi. Certo basterebbe tenere sempre pulito ma il suo comportamento è simile a quello di un cliente del ristorante: finisce di mangiare e molla tutto li. Beve il caffè e lascia li la tazza. Ed io passo le mie giornate a tirare su tazze ed a lavarle. Faccio quello dopo... sii intanto chi la dura la vince e mi prende con il fatto che avendo bisogno del tavolo della cucina alla fine porto la pattumiera giù io e sempre io piego le scatole della pizza.
Eppure io chiedo poco, chiedo semplicemente di portarsi la tazza al lavandino e lavarsela? ci vuole molto? Chiedo anche di andare almeno una volta fuori a bere qualcosa, tanto per spezzare la routine, e lui mi dice si si, e poi io gli dico ebbene? e lui dice no... ed io mi incazzo.
Mi incazzo perchè magari io mi faccio il culo tutto il giorno pensando che la sera si esce e poi lui salta fuori con una cosa che sapeva benissimo anche quando mi dice di si. Allora dimmi no, no? non c'è nessun problema. Se mi dici questa settimana non si esce ok amen, me ne faccio una ragione e non rompo i coglioni, al limite esco con la frank. Ma se continui a dirmi: domani si e poi domani mi dici ancora no ma domani si io esco matta.
Sono questi piccoli particolari, che sono stupidi ma mi fanno veramente saltare i nervi. Che mi rendono lampante il suo egoismo. perchè invece i miei impegni non contano un cazzo no. Cos'è che conta: che mi svegli alle 7 del mattino? bene vediamo un pò, voglio proprio vedere. La verità è che lui ha radicato in testa l'esempio di sua madre che quando è rimasta incinta ha smesso di lavorare per dedicarsi totalmente alla famiglia. Che poi tu dica: per me l'uomo e la donna devono fare entrambi i mestieri ma poi razzoli male e non per ipocrisia ma per pigrizia è un altro discorso, voglio dire.
Il fatto è che lo vedo che lui si comporta così per pigrizia. E quindi magari si rafforza nella sua convinzione prendendo ad esempio sua madre. Cosa che non ha mai fatto esplicitamente perchè sa che la mia reazione non sarebbe certamente positiva. Però in questa vita cazzo se si vuole essere rivoluzionari rispetto agli esempi familiari e alle convinzioni bisogna assumersi l'onere oltre che l'onore nella pratica.
Che poi suo padre aiuta tantissimo in casa. E' quasi più bravo della madre a pulire e lavare. Quindi qual'è il problema? hanno detto loro stessi, i miei suoceri, giusto: siamo stati troppo buoni e non vi abbiamo tirato i necessari calci in culo. Il tigro non ha fatto il militare per esempio. Francamente ritengo questa cosa dell'abolizione della leva una grande presa per il culo. Hanno eliminato l'ultima occasione per il maschio italiano di emanciparsi dalle gonne di mammà. per inciso sarei favorevole anche alla leva femminile.
Questo sessantotto ha portato veramente a delle conclusioni nefaste per le nuove generazioni. Libertà sessuale? Ma dove? Libero stato libera chiesa? Ma dove? L'altro giorno al TG c'era un appello delle altre confessioni cristiane di essere interpellate anche loro su fatti sociali del paese. Hanno ragione. Non esiste mica solo Ruini. Se fossero anche i valdesi ed i pentecostali, i calvinisti a dire la loro forse le cose sarebbero prese più sul serio. Anche da parte della Chiesa.
Invece sembra che se hai fede sei cattolico e se non hai fede sei uno stronzo di sinistra. E questo unico interlocutore,(o così o pomì) questo dualismo che non ammette terze parti, beh costringe la gente a schierarsi o col nero o col bianco quando invece ci potrebbero essere altre sfumature, che non sono compromessi, ma semplicemente un modo alternativo di vedere le cose.
Io penso che una persona che si affianca ad una religione sia più portata ad affiancarsi ad un ideologia politica. Mentre è difficile per un ateo, un ateo disabituato ad accettare compromessi ed ideologie precostituite e preconfezionate, aderire appunto ad un partito politico, così come ad una religione. Oppure diversamente un ateo prende un'ideologia politica come una religione e ne diventa fondamentalista. Ma a questo punto non è più un ateo in quanto per lui Dio è incarnato nei diversi personaggi che hanno fondato l'ideologia che egli segue e pratica. E' una questione concettuale questa, che prescinde da ciò che chiamiamo dio e chi chiamiamo Marx o Mussolini.
Quasi sempre un ateo puro è un anarchico. perchè al di la di tutto è un impostazione mentale. Così come chi si adegua ad ideologie ugualmente chi non si adegua, non è che un anarchico può facilmente dirsi cattolico o musulmano, è un controsenso: o non è cattolico o non è anarchico. Ed attenzione come sempre io non sto parlando di chi prova una qualsiasi fede. Perchè la fede è qualcosa di altro dalla religione e dall'ideologia politica.
Ad ogni modo, sto facendo le tavole personali. Sabato ho fatto la teca al plastico e l'ho messo in bella vista sul tavolo di vetro del salotto. La decisione di dare Morfologia a settembre mi ha aiutato e sebbene possa sembrare una vigliaccheria in realtà è coerente con i miei obiettivi: non prendere meno di 28 e soprattutto ottimizzare i tempi. Infatti sebbene la prof nelle lezioni si occupi solo di architettura moderna, nella bibliografia essenziale da studiare ben due libri si occupano di studiare tutta la storia dell'architettura dai tempi antichi ad oggi, e in questa le tipologie edilizie e la morfologia urbana.
Ora mi sto informando anche per fare un pò di nuoto. ieri sono andata da Zara a comprare qualcosa da abbinare alle scarpe nuove....e praticamente beh devo ammettere che la mia panzetta non è esattamente da birra. In questo momento ho addosso la camicia nuova e un paio di scarpe di quelle che ho comprato: 2 paia. Più tardi devo andare a cambiare i jeans visto che porca zoccola la 46 non mi entra.
io penso che l'aforisma di Schopenhauer non ha senso per un semplice motivo:
1- Tutti gli uomini vogliono vivere. Non è una proposizione vera, dal momento che sul mondo ci sarà sempre qualcuno che vuole morire e si sta suicidando., Sarebbe più giusto dire: molti uomini...
2- Ma nessuno sa perchè.... E chi sa perchè vive almeno da un punto di vista oggettivo? Nessuno di noi ha chiesto di venire al mondo. A volte capita che nemmeno i genitori lo vogliano. Quindi semmai uno può dare o una motivazione religiosa, o una motivazione scientifica, ma nessuno sa il vero motivo per cui viviamo, un motivo quindi che riguardi tutti e che trascenda appunto religione, scienza e un idea soggettiva.
A differenza degli animali, che manco si pongono queste domande, che vanno avanti per istinto, noi uomini, dotati della ragione, ci facciamo queste domande e vi rispondiamo grazie al bagaglio delle nostre conoscenze e delle nostre intuizioni, della nostra cultura e del nostro vissuto.
In realtà mi piacerebbe sapere come mai la maggiorparte degli uomini vivono la morte come un ingiustizia e ne ha paura quando in realtà è la nascita che è una vera e propria ingiustizia. Infatti dacchè noi possiamo scegliere di morire, nessuno ci ha mai chiesto un parere circa la nostra nascita.
Oltre a tutto penso che alla base di questo terrore ci sia un fraintendimento. Qui ed ora, giacchè siamo vivi noi abbiamo questa coscienza, l'anima, il sentimento, la ricchezza, il nostro corpo, ma prima di nascere e dopo la morte non siamo più. Tutto questo si spegne.
Ora io sapete che sono atea, quindi non credo che l'anima sia immortale, semmai mi piace pensare che rimaniamo in vita nel ricordo di chi ci ha conosciuto. Quindi a me di quello che è successo prima e quello che succederà dopo non importa un fico secco. Mi preoccupo dello spazio-tempo in cui io vado ad interagire, qui ed ora, dove ho interagito e dove interagirò. Oltre i limiti dell'alfa/omega non vado.
Alla base di questo terrore c'è anche un terrore più grande: quello del vuoto infinito. Cosa c'è tra la nascita e la morte, lo sappiamo: è la vita, ma tra la morte e la nascita non ci è dato di sapere. C'è un vuoto incolmabile su cui possiamo solo fare ipotesi. C'è chi pensa al paradiso e l'inferno, chi all'aldità e chi la reincarnazione. Ci sono tutti questi tentativi di riempire questo vuoto. Attività che, francamente, ritengo inutile dal momento che la nostra vita è già così tanto piena di sfide e problemi da superare.
La filosofia mi interessa da un punto di vista meramente culturale, vale a dire, che è interessante osservare come il pensiero dell'uomo sia cambiato nel tempo. Ma quello che c'è sempre e che non è mai stato risolto è questo vuoto tra la morte e la nascita e a me francamente queste dissertazioni non interessano. Anche perchè a livello terra terra la filosofia significa Filos: amore; sofia: conoscenza, ergo amore della conoscenza. Quindi qualunque cosa è conoscenza.
E' curioso come l'uomo si concentri ostinatamente sull'unica cosa di cui mai potrà avere conoscenza.
Sono appena tornata da un giro di commissioni, a prendere l'iris pen alla TNT poi ho trovato un nuovo brico su viale corsica dove ho preso un pò di cosine. Tra cui un plexiglass per fare la teca intorno al plastico. Ma il top è stato che sono andata da blues brothers in via archimede, che è un negozio della games workshop ed ho preso l'erba sintetica e i sassolini. Verrà una figata bestiale.
Metterò le foto, ora è il caso che pulisca il tavolo e faccia le tavole personali così poi ho tutto il tempo per fare tutte le tavole di giovannitti house e il plastico!!!!