31/10/2005
superfetishata...
stasera al conte dovranno mettere il ghiaccio nell'interno coscia per calmarsi un pò.
Vi farò sapere.
29/10/2005
Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, finita mai, per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede,anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo;
che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca:
c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre:
"Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima;
ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata,
ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi.
E hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato.
Quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori fuori migliaia i tasselli.
Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto.
Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti..............
Jack Folla
28/10/2005
vorrei evitare di prendere il metrò oggi perchè sennò mi ci butto sotto. vorrei evitare di vivere oggi perchè potrei desiderare di farla finita.
davvero le persone che ti vogliono bene lo dimostrano nel dire le cose brutte?
Sempre cose brutte?
28/10/2005
chiedo scusa ha chi ha una vera fede in Dio, anche io una volta avevo fede in dio ora non più. Io continuo a guardarmi indietro e non riesco a giustificare quello che i miei genitori mi hanno fatto passare e non riesco a giustificare che loro continuino a giustificarsi spandendo merda attorno a loro pur di non riconoscere che la merda loro ce l'hanno nel cuore. Ne sono intrisi.
E allora nei miei rari momenti di spiritualità mi incazzo.
Mi incazzo di brutto.
le radici e le ali.... servono a ricordare e non dimenticare il male ma a volte questo male fa male continuamente, apre ferite di prometeo...che non si rimarginano....che non si rimarginano mai.
A volte è meglio dimenticare, recidere le nostre radici... cambiare terra e farne nascere di nuove...più sane, più pulite. Che non succhino sangue. Che non affondino nella pietra.
A volte le radici è meglio non averle e servono solo ad amplificare l'agonia. A cronicizzarla...
forse dovrei partire ed andarmene abbandonare tutti. Mettere radici altrove, radici nuove. e fare morire le altre.lasciarle senza possibilità di mettere altri germogli.
28/10/2005
vorrei essere felice ed allegra ma invece ogni volta che scrivo qui c'è sempre qualcosa che non va, effettivamente purtroppo questo è un periodo di merda davvero.
Sapete la tipa sul mobbing? beh io adesso dovrei riconquistare la sua fiducia, secondo mia madre, perchè sono una persona incapace di eseguire un lavoro....
insomma cazzo questa cambia le carte in tavola 20.000 volte e sono io quella che deve fare tutto perfetto. che non può permettersi di sbagliare.
A me sembra che in questo mondo il concetto di fiducia sia altamente fuorviato, sia usato un pò a sproposito.
Andiamo a vedere cosa significa questa parola:
dal dizionario dell'istituto geografico deagostini:
Fiducia: Sostantivo femminile - fondata speranza che uno o qualche cosa corrisponda alle aspettative, sentimento che induce a stimare una persona ed a credere in lei.
>dal dizionario enciclopedico grolier:
Fiducia: Sostantivo femminile - ferma sicurezza che si ha nell'esito di qualcosa o nell'opera di qualcuno.
innanzitutto viene meno la fiducia dal momento che queste cose le dice a mia madre e non a me.
Al lavoro la questione di fiducia viene meno perchè loro per primi non sono stati corretti.
però sono sempre io quella che viene martoriata con questa questione della fiducia. Sono io che ci sto male. Chi mi sta intorno continua a rimproverarmi per questa fiducia che io non riesco ad ottenere dagli altri ma loro non si preoccupano di quella che loro stimolano in me.
No, io posso andare a fare in culo...posso essere presa a calci, calpestata ed insultata, minacciata presa per il culo ma guai se tradisco la fiducia di qualcuno.
Sono stanca di vivere in un mondo fatto di gente che mette delle regole che valgono esclusivamente per gli altri. ma non per se stessi.
Sono delusa e sono triste. Sono veramente stanca. Che me ne faccio di un punto di riferimento che non è assolutamente in linea con la realtà ? Che me ne faccio dei miei valori se appena uno fa la voce grossa non sono in grado di difenderli? Che me ne faccio di valori che nessuno ha più?
C'è un piccolo problema però io per prima se li trasgredissi soffrirei e ci starei male.. ne morirei e non avrei stima in me stessa.
Sicuramente se ora ho ancora la forza di parlarne non avrei nemmeno il coraggio di guardarmi in faccia.
Cosa c'è che non va in me, questo continuo a chiedermi...cosa ho sbagliato.
Oggi mia madre ha detto che era colpa mia se non sono stati capaci di educarmi... complimenti.
Possibile che io non abbia diritto ad un minimo di pace.....(bestemmia)?
Mi chiedo, Dio, mi rivolgo a te brutto stronzo, cosa devo scontare cazzo, che colpe devo scontare per dover continuare a soffrire in questo modo....cosa mi aspetta dal futuro...perchè non posso stare in pace eh? perchè ogni singolo grammo di rispetto e di fiducia io devo pagarlo con il sangue? Perchè hai permesso ai miei genitori di fare quello che hanno fatto e non gli fai il dono di essere cosciente di quello hanno fatto? perchè devo io sentirmi in colpa per la mia stessa esistenza, perchè devo vergognarmi di quello che sono?
E tu ti aspetti che io creda in te? Tu che permetti che la gente soffra, che i fratelli si uccidano? Tu che permetti queste ingiustizie?
Ma se non sono nemmeno in grado di credere in me stessa, carne e ossa, anima ed intelletto, ti aspetti che io creda in te?
E questo, se esisti, lo devo solo a te che hai permesso ai miei genitori di mettermi al mondo e di trattarmi come un oggetto a loro uso e consumo. Che non sei stato capace di evitare che io cadessi vittima di due persone egoiste.
Non mi ha mai dato pace la vita, non mi ha mai permesso di vivere bene in santa pace nemmeno per un minuto. Sono stanca capisci, stronzo?
Sono stanca di vivere, di dover conquistare con le unghie ogni singolo momento di tranquillità di rispetto e di fiducia. Senza ottenerlo per altro.
Perchè mi hai dato questi genitori capaci solo di pensare a loro stessi e volermi poi insegnare il rispetto e la fiducia, loro che sono i primi ad averli traditi?
Da quando in qua una bambina di otto anni è responsabile del divorzio dei genitori, delle loro guerre in tribunale e del fatto che non sono stati capaci di educarla?
Sono stanca e sono stufa e se non mi uccido è solo per rispetto verso il tigro e i miei gatti perchè io si che ho un concetto di rispetto e di fiducia.
Perchè il tigro e i miei gatti sono gli unici che mi hanno rispettata, che mi hanno amata davvero, che hanno fiducia in me e che non la tradiscono quella che provo in loro.